Autore: Dispari Teatro

  • Un Teatro da vicino: tre spettacoli per ripensare l’accessibilità a teatro

    Un Teatro da vicino: tre spettacoli per ripensare l’accessibilità a teatro

    Un teatro da vicino

    Dal 6 novembre al 20 dicembre 2026, Un Teatro da vicino porta a Torino tre diverse esperienze di spettacolo dal vivo, pensate per incontrare pubblici, età e spazi differenti.
    Il progetto, nato dalla collaborazione tra Dispari Teatro e Fondazione TRG Onlus – Teatro Ragazzi e Giovani, parte da una domanda semplice ma fondamentale: cosa significa davvero rendere il teatro accessibile?

    Non soltanto eliminare le barriere architettoniche, ma interrogarsi sui linguaggi, sui formati e sulle modalità attraverso cui ogni persona può partecipare all’esperienza teatrale. Un Teatro da vicino nasce proprio con l’obiettivo di trasformare l’accessibilità da intervento occasionale a elemento strutturale della progettazione artistica.

    La programmazione attraversa così luoghi e pubblici differenti con Non ti scordar di me, Adamo ed Etica e Astroelefantessa: tre spettacoli molto diversi tra loro, accomunati dalla ricerca di nuove possibilità di incontro.

    Non ti scordare di me

    NON TI SCORDAR DI ME

    6 novembre 2026, ore 15.30 – Residenza Sociosanitaria Gradisca
    9 novembre 2026, ore 15.30 – Residenza Valgioie – Centro Diurno Valgioie
    12 novembre 2026, ore 15.30 – Convitto Principessa Felicita di Savoia
    25 novembre 2026, ore 17.30 – Biblioteca Villa Amoretti.

    Performance ispirata alla Graphic Novel “Non mi dimenticare” di Alix Garin, pubblicata da Bao Publishing. La storia di un’adolescente e della sua nonna, in un viaggio attraverso la perdita di memoria e lucidità. Un racconto dolceamaro, intriso di aspettative e speranze.

    adamo_ed_etica

    ADAMO ED ETICA

    3 dicembre 2026, ore 19.30 – Spazio BAC.

    Commedia grottesca con intelligenza artificiale che riflette sul tema della scelta etica oggi e immagina un immediato possibile futuro, a partire dalla ricerca del collettivo Pop Economix sulle più recenti scoperte nel campo dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi previsionali. Evento realizzato con traduzione in LIS e audiodescrizione.

    ASTROELEFANTESSA

    12 dicembre 2026, ore 11.00 – Fondazione Paideia
    19 dicembre 2026, ore 15.30 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani
    20 dicembre 2026, ore 11.00 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani.

    “Astroelefantessa” prende ispirazione dal libro di James Foley, edito da Giralangolo/EDT. Lo spettacolo racconta la storia di un grande sogno: diventare astronauta. Un’elefantessa costruisce una nuova strada per rendere accessibile un mondo apparentemente respingente.

    Un Teatro da vicino – Accessibilità per la produzione e la formazione nello spettacolo dal vivo è un progetto di Dispari Teatro e Fondazione TRG Onlus – Teatro Ragazzi e Giovani, con il sostegno della Città di Torino e del Ministero della Cultura, finanziato dall’Avviso pubblico “Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026”.

  • La millesima replica della battaglia dei cuscini

    La millesima replica della battaglia dei cuscini

    La “battaglia dei cuscini” celebra a Cuneo la sua millesima
    edizione.

    Nella cornice del Festival Mirabilia e grazie alla preziosa e
    collaudata collaborazione con le Cooperative del Progetto SAI
    Cuneo
    , Dispari Teatro, ex storica compagnia Melarancio, celebra sabato 6 settembre 2026 la millesima replica della Battaglia dei cuscini.
    La Battaglia dei Cuscini avrà luogo proprio a Cuneo, dove tutto è cominciato nel 1991 per iniziativa di Gimmi Basilotta e Marina
    Berro
    .
    Domenica 6 settembre, in piazza Galimberti a Cuneo, alle ore
    16:45
    , il celebre furgone blu e arancione aprirà ancora una volta le sue porte. Ne usciranno le attrici e gli attori della Battaglia, con caschetto e fischietto, pronti a trasformare la piazza in un grande campo di gioco. Basteranno pochi minuti e tutto avrà inizio: cuscini multicolori in alto nel cielo, incontri e risate, musica ska a scandire uno scontro all’ultimo lancio, dove l’unica regola è divertirsi.
    Dopo mille repliche, decine di migliaia di partecipanti e un viaggio che ha portato la Battaglia in tutta Europa, Cuneo si prepara dunque a festeggiare un compleanno molto speciale.
    Da anni Dispari Teatro e le Cooperative che operano nel progetto SAI Cuneo collaborano in numerose attività sul territorio, ultimo in ordine di tempo l’arrivo di Marco Cavallo a Cuneo, la parata e la performance finale, un evento costruito insieme passo dopo passo, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026: il 6 Settembre ancora un’occasione speciale da condividere.
    L’attività è aperta a tutti, l’ingresso è gratuito ma occorre ritirare il biglietto presso lo stand dal Sai Cuneo in Piazza Galimberti, vicino al luogo dello spettacolo.

  • Parola al pubblico

    Parola al pubblico

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  • Scopri se la Battaglia dei Cuscini passerà nella tua città!

    Scopri se la Battaglia dei Cuscini passerà nella tua città!

    Scopri se la Battaglia dei Cuscini passerà nella tua città!

    La Battaglia dei Cuscini è di nuovo in viaggio. Anche quest’anno attraverseremo piazze, festival e borghi con il nostro carico di piume, risate e voglia di giocare.

    GIUGNO
    • 19/06 Boves (CN)
    • 20/06 Villette (VB)
    • 21/06 Masciago Primo (VA)
    • 27/06 Empoli (FI)
    • 28/06 Modigliana (FC)

    LUGLIO
    • 5/07 Roccavignale (SV)
    • 9/07 Sesto Fiorentino (in attesa di conferma)
    • 11/07 Valbrembo (BG)
    • 18/07 Sorbolo Mezzani (PR)
    • 19/07 Lago di Bilancino – Barberino del Mugello (FI)
    • 20/07 Sarsina (FC)
    • 25/07 Pontechianale (CN) – Festival Mirabilia

    AGOSTO
    Pausa estiva. Anche i cuscini si riposano.

    SETTEMBRE
    • 6/09 Cuneo – SORPRESA!
    • 19/09 Gualtieri (RE) (in attesa di conferma)
    • 20/09 Carrù (CN) – Festival Mirabilia
    • 27/09 Busto Arsizio (VA)

    Controlla le date, spargi la voce e vieni a combattere con noi. Noi portiamo i cuscini, tu porta la voglia di divertirti!

  • Con occhi diversi: il 26 giugno a Cuneo una giornata per la Giornata mondiale del rifugiato

    Con occhi diversi: il 26 giugno a Cuneo una giornata per la Giornata mondiale del rifugiato

    Venerdì 26 giugno torna a Cuneo Con occhi diversi, l’appuntamento promosso dal progetto SAI Cuneo per celebrare la Giornata mondiale del rifugiato istituita dalle Nazioni Unite.

    La giornata si aprirà con il talk “Frontiere d’Europa. Prospettive e conseguenze con l’entrata in vigore del Patto europeo migrazione e asilo”, ospitato presso l’Auditorium Sala Varco. Esperte ed esperti si confronteranno sugli effetti del nuovo quadro normativo europeo e sulle sue ricadute concrete sulle vite delle persone migranti.

    Alle 17 la manifestazione si sposterà nelle strade della città con un corteo che partirà da piazza Galimberti e raggiungerà il Parco della Resistenza. Ad accompagnare il percorso saranno la grande statua azzurra di Marco Cavallo, simbolo storico delle battaglie per i diritti e la libertà, le performance artistiche di Dispari Teatro e la musica di Bandaradan.

    La presenza di Marco Cavallo richiama la storia della riforma psichiatrica di Franco Basaglia e diventa oggi un simbolo di inclusione, dignità e libertà di movimento, invitando la cittadinanza a guardare ai fenomeni migratori con attenzione, consapevolezza e partecipazione.

    La partecipazione è libera e gratuita. Per iscriversi al talk è sufficiente compilare questo form.

    MA CHI È MARCO CAVALLO?

    La sua storia ha dell’incredibile e affonda le radici negli anni settanta del Novecento, quando il dottor
    Franco Basaglia divenne direttore dell’ospedale psichiatrico San Giovanni di Trieste. All’epoca, i
    manicomi erano né più né meno che luoghi di contenzione, isolamento e sofferenza, nei quali i pazienti
    venivano privati di ogni dignità e diritto. Nel comprensorio del manicomio c’era una scuderia con alcuni
    animali tra cui un vecchio cavallo da tiro, dal mantello grigio, che veniva utilizzato per trasportare la
    biancheria, i rifiuti e i materiali all’interno dell’ospedale. E quel cavallo era l’unico essere vivente non
    umano a girare per il manicomio. I pazienti lo amavano moltissimo: lo accarezzavano, gli parlavano e gli
    portavano di tanto in tanto dello zucchero da mangiare. Per ognuno di loro il cavallo rappresentava un
    legame con la vita e la libertà.
    Nel 1973, nel Padiglione P dell’ospedale venne organizzato un laboratorio artistico guidato da Vittorio
    Basaglia (cugino del medico Franco) e dall’artista Giuliano Scabia. L’idea era creare un grande oggetto
    teatrale che potesse contenere i desideri, i sogni e le speranze di libertà dei pazienti. I ricoverati non
    ebbero dubbi: l’opera doveva essere un grande cavallo azzurro, monumentale, in onore del loro amico
    Marco Cavallo. L’azzurro acceso doveva rappresentare il colore del cielo, del mare di Trieste e
    dell’utopia. La pancia del cavallo venne lasciata cava e fu riempita di biglietti, poesie, disegni e testi
    scritti dai pazienti, che racchiudevano i loro desideri per il futuro una volta fuori dal manicomio. Il
    giorno dell’inaugurazione tutto era pronto per portare la scultura in processione per le vie di Trieste,
    ma ci si accorse tardi di un errore di calcolo: il cavallo era troppo grande e non passava sotto la porta
    del padiglione. Cosicché i pazienti, i medici e gli artisti decisero di sfondare l’architrave e il muro. Fu un
    gesto fortemente emblematico: per far uscire i sogni dei malati bisognava letteralmente distruggere le
    mura del manicomio. Una volta fuori, Marco Cavallo (alto più di quattro metri) guidò un corteo gioioso
    e rumoroso di oltre mille persone per il centro della città friulana.
    Nel tempo la statua di Marco Cavallo ha continuato a viaggiare per l’Italia, arrivando – recentemente – a
    creare un legame con i CPR (Centri di Permanenza e il Rimpatrio) grazie a una iniziativa di denuncia
    sociale promossa dal Forum Nazionale Salute Mentale e da altre realtà del territorio. Grazie a esso, la
    statua ha compiuto nei mesi numerosi viaggi in molte parti del Paese di fronte alle strutture dei CPR,
    visti come gli eredi delle vecchie istituzioni totali, luoghi di detenzione amministrativa in cui le persone
    (in questo caso le persone migranti irregolari) vengono recluse anche per molto tempo senza aver
    commesso alcun reato se non per il loro status giuridico.
    La storia di Marco Cavallo è dunque continuata negli anni in difesa delle libertà di tutti gli individui,
    soprattutto di chi viene messo ai margini della società perché non conforme o ritenuto in qualche
    maniera ‘pericoloso’. Nel 1973 il cavallo azzurro servì a portare la voce dei ‘matti’ fuori dalle mura di
    San Giovanni; oggi, per rompere il muro di segretezza che circonda i CPR.

    Il nuovo Patto europeo migrazione e asilo, entrato formalmente in vigore nel continente il 12 giugno
    scorso, incentiva la creazione di strutture di trattenimento temporaneo e accelera le procedure di
    espulsione. La presenza di Marco Cavallo davanti a queste vere e proprie ‘gabbie’ intende quindi
    contestare la traduzione pratica del nuovo Patto sui territori, ricordando che dietro la norma ci sono
    corpi, storie e una sofferenza psichica in alcuni casi devastante. Ma Marco Cavallo è anche portatore di
    una proposta ‘politica e poetica’, che usa l’arte basagliana per ricordare a tutte e tutti che la libertà di
    movimento e la dignità umana sono principi umani non negoziabili. E la presenza della statua per le vie
    di Cuneo venerdì 26 giugno avrà proprio il compito di chiudere con allegria e partecipazione una
    giornata che proprio sulle conseguenze umane del nuovo Patto tenterà di gettare luce e generare
    consapevolezza.

  • Un invito alle famiglie: nasce Cultura Insieme

    Un invito alle famiglie: nasce Cultura Insieme

    Dispari Teatro invita tutte le famiglie a un momento di incontro, ascolto e condivisione per scoprire Cultura Insieme, un nuovo progetto pensato per creare occasioni concrete in cui vivere la cultura come esperienza accessibile, partecipata e capace di generare benessere.

    L’appuntamento è per venerdì 22 maggio, dalle 17:00 alle 18:30, presso il NUoVO, in Via Parco della Gioventù, a Cuneo.

    Un progetto da costruire insieme

    Cultura Insieme nasce con un obiettivo preciso: offrire alle famiglie nuove opportunità per vivere il teatro, il cinema, i libri, i laboratori e l’arte come esperienze condivise, capaci di creare relazione, stimolare curiosità e rafforzare il senso di comunità.

    Ma il progetto vuole essere molto più di una proposta già definita: desidera diventare uno spazio aperto, partecipato e costruito insieme alle famiglie che ne prenderanno parte.

    Per questo l’incontro di giovedì sarà una merenda informale e accogliente, pensata come occasione per conoscersi, raccontare il percorso e soprattutto raccogliere idee, bisogni, desideri e suggestioni.

    Cosa faremo durante la merenda

    Nel corso dell’incontro ci sarà spazio per:

    • conoscerci meglio;
    • presentare il progetto e spiegare come funzionerà la fase sperimentale;
    • rispondere a domande e curiosità;
    • raccogliere proposte e spunti;
    • immaginare insieme attività ed esperienze future.

    Più che una semplice presentazione, questo appuntamento vuole essere il primo passo verso la costruzione di una piccola comunità culturale, capace di crescere grazie al contributo di tutti.

    Un pomeriggio pensato anche per i bambini

    Naturalmente non mancheranno merenda, chiacchiere e un’atmosfera accogliente, pensata per far sentire a proprio agio anche i più piccoli.

    Se avete voglia di conoscere il progetto e contribuire a farlo crescere insieme a noi, saremo felici di incontrarvi.

    Come partecipare

    Per organizzare al meglio l’incontro, è gradita una conferma compilando il seguente modulo di partecipazione:

    Modulo di partecipazione

    Vi aspettiamo!

    Cooperativa Emmanuele
    Dispari Teatro
    Associazione Culturale NOAU

  • Prima stagione di Teatro Scuola all’Officina Santachiara: risultati solidi e in netta crescita

    Prima stagione di Teatro Scuola all’Officina Santachiara: risultati solidi e in netta crescita


    Si chiude con risultati solidi e in netta crescita la stagione di Teatro Scuola la prima come Dispari Teatro e nella neonata Officina Santachiara. Nel corso dell’anno scolastico 2025–2026, la rassegna ha proposto 11 spettacoli per un totale di 19 repliche, coinvolgendo complessivamente 2.377 presenze
    tra studenti e insegnanti, così dettagliati:

    ● Scuola dell’infanzia: 290
    ● Scuola primaria: 1.133
    ● Scuola secondaria di I grado: 350
    ● Scuola secondaria di II grado: 582

    Numeri che segnano una crescita del +46% rispetto all’anno scolastico 2024–2025, confermando una ripresa decisa dopo la flessione registrata negli anni della pandemia e restituendo la misura di un progetto che sta rapidamente ritrovando centralità nel rapporto tra teatro e scuola sul territorio.

    Questo risultato si inserisce nel percorso più ampio di Dispari Teatro, riconosciuto da quest’anno dal Ministero della Cultura come Centro di Produzione teatrale, che ha dato vita all’Officina Santachiara attraverso la rifunzionalizzazione dell’ex chiesa di Santa Chiara.
    Uno spazio concepito come hub culturale aperto e dinamico, capace di accogliere produzione, programmazione e formazione, e di dialogare con linguaggi diversi: teatro, danza, musica, arti visive e laboratori. Un luogo in trasformazione
    continua, pensato per rispondere alle esigenze del territorio e per coinvolgere pubblici differenti per età, provenienza e interessi.

    I filoni tematici della stagione

    Al centro della rassegna Teatro Scuola una proposta artistica articolata con alla base l’intreccio di linguaggi contemporanei e contenuti urgenti, in dialogo con i percorsi educativi delle nuove generazioni. I filoni tematici principali di quest’anno sono stati:
    ● Emozioni e affetti — Un percorso dedicato allo sviluppo dell’intelligenza emotiva, intesa come capacità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni, favorendo relazioni positive e consapevoli.
    ● Donne nelle discipline STEM — Un focus sul tema culturale del divario di genere nelle materie scientifiche e tecnologiche. Attraverso il teatro, il progetto ha stimolato riflessioni su stereotipi, fiducia in sé e opportunità, mettendo in luce modelli e narrazioni alternative.
    ● Umanità offesa — Uno sguardo sul presente a partire dalla memoria storica, strumento per comprendere i drammi di oggi e sviluppare uno sguardo critico e consapevole.
    ● Impegno civile — Con attenzione particolare ai temi della legalità e della responsabilità sociale, dove il teatro si conferma spazio di partecipazione attiva e di costruzione di cittadinanza.

    La stagione appena conclusa consolida quindi il ruolo dell’Officina Santachiara come punto di riferimento per il teatro ragazzi e giovani a Cuneo, capace di coniugare qualità artistica, valore educativo e radicamento territoriale.
    Un risultato che non rappresenta un punto di arrivo, ma una base solida su cui costruire i prossimi sviluppi del progetto.

  • Giornata Mondiale del Teatro e delle Arti Performative per l’Infanzia e la Gioventù

    Giornata Mondiale del Teatro e delle Arti Performative per l’Infanzia e la Gioventù

    Il 20 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro e delle Arti Performative per l’Infanzia e la Gioventù, ASSITEJ International richiama l’attenzione su un tema cruciale: il diritto dei bambini e dei giovani ad accedere alla cultura.

    Un diritto che oggi, sempre più spesso, è messo sotto pressione.

    Un diritto fondamentale, ancora troppo fragile

    In molte parti del mondo, le opportunità per incontrare il teatro e le arti performative sono condizionate da disuguaglianze sociali, scelte politiche, limiti economici e da un ruolo ancora marginale assegnato alla cultura nella vita pubblica.

    Eppure, come sottolinea la presidente di ASSITEJ, Sue Giles, questo diritto non può restare astratto:

    “I diritti culturali dei bambini devono essere visibili, presenti e praticati — oggi e ogni giorno.”

    Non si tratta quindi di una celebrazione simbolica, ma di una responsabilità quotidiana.

    “Staging the Rights of Children. Today. Everyday.”

    È questo lo slogan che accompagna l’edizione 2026: mettere in scena i diritti dei bambini, oggi e ogni giorno.

    Il teatro, in questo contesto, non è semplicemente intrattenimento. È uno spazio vivo dove:

    • i diritti vengono esercitati
    • le identità si formano
    • le voci trovano ascolto

    Bambini e ragazzi, che rappresentano quasi un terzo della popolazione mondiale, restano ancora troppo spesso esclusi da una partecipazione piena alla vita culturale.

    Dal principio alla pratica: quando il teatro rende reali i diritti

    Documenti internazionali come la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia riconoscono esplicitamente:

    • il diritto alla libertà di espressione (Art. 13)
    • il diritto a partecipare alla vita culturale (Art. 31)

    Il teatro e le arti performative trasformano questi principi in esperienze concrete.

    Creano spazi condivisi dove è possibile:

    • immaginare
    • dialogare
    • sviluppare pensiero critico
    • incontrare punti di vista diversi
    • costruire senso di appartenenza

    Un’urgenza nel presente

    Il contesto globale — segnato da conflitti, polarizzazione, migrazioni e nuove disuguaglianze — rende questo lavoro ancora più urgente.

    Eppure il settore del teatro per l’infanzia e la gioventù si trova spesso ad affrontare:

    • finanziamenti instabili
    • scarso riconoscimento istituzionale
    • riduzione degli spazi nella scuola

    Il rischio è chiaro: escludere proprio le nuove generazioni dai luoghi della cultura, nel momento in cui ne hanno più bisogno.

    Una responsabilità condivisa

    Come ricorda ancora Sue Giles, gli adulti hanno un ruolo decisivo:

    “Gli adulti sono facilitatori — o custodi — dell’accesso dei bambini al teatro.”

    Questo significa che la responsabilità non è solo degli artisti o delle istituzioni culturali, ma di tutta la comunità: scuole, amministrazioni, famiglie.

    Il teatro come atto di futuro

    ASSITEJ International, insieme alla sua rete globale, ribadisce un punto essenziale:
    l’accesso al teatro non è un valore aggiunto, ma una necessità del presente.

    Sostenere questo settore significa:

    • riconoscere bambini e ragazzi come cittadini culturali
    • integrare i loro diritti nelle politiche pubbliche
    • dare spazio alla loro voce nel dibattito contemporaneo

    Perché, come ricorda Giles:

    “Il teatro accende l’immaginazione — e senza immaginazione non può esserci speranza.”

    Un movimento globale, anche oggi

    In tutto il mondo, la rete di ASSITEJ attiva spettacoli, incontri, programmi pubblici e iniziative di sensibilizzazione. Un’azione collettiva che ribadisce un impegno comune:

    i diritti culturali dei bambini vanno protetti e praticati. Oggi. Ogni giorno.


    Per realtà come Dispari Teatro, questo non è solo un tema internazionale, ma una pratica quotidiana: costruire occasioni di incontro tra giovani spettatori e scena, generare spazi di ascolto e immaginazione, e contribuire a formare cittadini consapevoli attraverso il linguaggio del teatro.

  • Giornata Mondiale della Marionetta 2026

    Giornata Mondiale della Marionetta 2026

    Siamo molto contenti, anche quest’anno, di essere presenti nella Giornata Mondiale della Marionetta di UNIMA Italia, un network che promuove e valorizza il teatro di figura in tutte le sue forme, sostenendo artisti, compagnie e progettualità che tengono viva una tradizione capace di rinnovarsi continuamente.

    Farne parte significa condividere una visione: quella di un teatro che parla a tutte le età, che educa allo stupore e costruisce comunità.

    Avanti insieme, tra ricerca, scena e immaginazione.

  • La stanza di Agnese

    La stanza di Agnese

    Sessione mattutina aperta al pubblico

    In occasione della settimana contro la mafia, abbiamo programmato lo spettacolo La Stanza di Agnese per le scuole ma ci piacerebbe che partecipassero anche i cittadini e le cittadine.

    Giovedì 26 marzo ore 10:30 in Officina Santachiara

    La stanza di Agnese – Meridiani Teatro

    Sono passati più di trent’anni dalla Strage di Via D’Amelio. Un tempo lungo, eppure non sufficiente a rimarginare una ferita che resta aperta nel cuore dell’Italia. Intorno a quel tragico evento si sono susseguiti indagini, processi, depistaggi e sentenze, nel tentativo – ancora incompleto – di restituire una verità piena e condivisa.

    A molti anni di distanza dalla strage di via D’Amelio, Agnese Borsellino rilegge la storia del suo amore con Paolo: l’incontro casuale in uno studio notarile, la scoperta di una Palermo diversa, meno luccicante di quella a cui era abituata, ma forse più bella, anche se disgraziata, passando attraverso i primi anni di matrimonio e la nascita dei figli.

    Fino a narrare i momenti più bui, compresa la morte di amici e colleghi di Paolo; i rapporti con la scorta che diventa parte della famiglia; la difficoltà di accettare la situazione da parte dei figli. Ma anche l’altro lato di Paolo, quello giocoso e sempre pronto allo scherzo, al “babbìo”.

    Il lavoro nel pool antimafia accanto a Giovanni Falcone fino alla terribile morte di quest’ultimo. Infine il tradimento da parte di chi avrebbe dovuto combattere al suo fianco. Più che il monologo di una donna ormai consapevole, il suo è un dialogo mai interrotto col proprio compagno di vita.

    E la testimonianza di un vuoto che niente e nessuno potrà mai colmare.

    Meridiani Perduti Teatro
    Di e con Sara Bevilacqua
    Drammaturgia Osvaldo Capraro
    Disegno luci Paolo Mongelli/Marco Oliani
    Video Mimmo Greco
    Con il Sostegno di TRAC_Residenze Teatrali Pugliesi