Il 20 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro e delle Arti Performative per l’Infanzia e la Gioventù, ASSITEJ International richiama l’attenzione su un tema cruciale: il diritto dei bambini e dei giovani ad accedere alla cultura.
Un diritto che oggi, sempre più spesso, è messo sotto pressione.
Un diritto fondamentale, ancora troppo fragile
In molte parti del mondo, le opportunità per incontrare il teatro e le arti performative sono condizionate da disuguaglianze sociali, scelte politiche, limiti economici e da un ruolo ancora marginale assegnato alla cultura nella vita pubblica.
Eppure, come sottolinea la presidente di ASSITEJ, Sue Giles, questo diritto non può restare astratto:
“I diritti culturali dei bambini devono essere visibili, presenti e praticati — oggi e ogni giorno.”
Non si tratta quindi di una celebrazione simbolica, ma di una responsabilità quotidiana.
“Staging the Rights of Children. Today. Everyday.”
È questo lo slogan che accompagna l’edizione 2026: mettere in scena i diritti dei bambini, oggi e ogni giorno.
Il teatro, in questo contesto, non è semplicemente intrattenimento. È uno spazio vivo dove:
- i diritti vengono esercitati
- le identità si formano
- le voci trovano ascolto
Bambini e ragazzi, che rappresentano quasi un terzo della popolazione mondiale, restano ancora troppo spesso esclusi da una partecipazione piena alla vita culturale.
Dal principio alla pratica: quando il teatro rende reali i diritti
Documenti internazionali come la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia riconoscono esplicitamente:
- il diritto alla libertà di espressione (Art. 13)
- il diritto a partecipare alla vita culturale (Art. 31)
Il teatro e le arti performative trasformano questi principi in esperienze concrete.
Creano spazi condivisi dove è possibile:
- immaginare
- dialogare
- sviluppare pensiero critico
- incontrare punti di vista diversi
- costruire senso di appartenenza
Un’urgenza nel presente
Il contesto globale — segnato da conflitti, polarizzazione, migrazioni e nuove disuguaglianze — rende questo lavoro ancora più urgente.
Eppure il settore del teatro per l’infanzia e la gioventù si trova spesso ad affrontare:
- finanziamenti instabili
- scarso riconoscimento istituzionale
- riduzione degli spazi nella scuola
Il rischio è chiaro: escludere proprio le nuove generazioni dai luoghi della cultura, nel momento in cui ne hanno più bisogno.
Una responsabilità condivisa
Come ricorda ancora Sue Giles, gli adulti hanno un ruolo decisivo:
“Gli adulti sono facilitatori — o custodi — dell’accesso dei bambini al teatro.”
Questo significa che la responsabilità non è solo degli artisti o delle istituzioni culturali, ma di tutta la comunità: scuole, amministrazioni, famiglie.
Il teatro come atto di futuro
ASSITEJ International, insieme alla sua rete globale, ribadisce un punto essenziale:
l’accesso al teatro non è un valore aggiunto, ma una necessità del presente.
Sostenere questo settore significa:
- riconoscere bambini e ragazzi come cittadini culturali
- integrare i loro diritti nelle politiche pubbliche
- dare spazio alla loro voce nel dibattito contemporaneo
Perché, come ricorda Giles:
“Il teatro accende l’immaginazione — e senza immaginazione non può esserci speranza.”
Un movimento globale, anche oggi
In tutto il mondo, la rete di ASSITEJ attiva spettacoli, incontri, programmi pubblici e iniziative di sensibilizzazione. Un’azione collettiva che ribadisce un impegno comune:
i diritti culturali dei bambini vanno protetti e praticati. Oggi. Ogni giorno.
Per realtà come Dispari Teatro, questo non è solo un tema internazionale, ma una pratica quotidiana: costruire occasioni di incontro tra giovani spettatori e scena, generare spazi di ascolto e immaginazione, e contribuire a formare cittadini consapevoli attraverso il linguaggio del teatro.

