L’Italia è una striscia di terra lunga e stretta che, dalle vette più alte d’Europa, si distende nel Mediterraneo: baciata dal sole, accarezzata dai venti e cullata dal mare. Un Paese unico per paesaggi, storia e cultura. E in ogni città, in ogni paese, in ogni contrada, c’è almeno una via dedicata a Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi.
Spesso quella via incrocia piazza Cavour, corso Vittorio Emanuele, corso Mazzini o viale Risorgimento: nomi che raccontano una stagione decisiva della nostra storia.
Il Risorgimento non è stato soltanto un periodo storico, ma un movimento politico e culturale che ha coinvolto uomini e donne determinati a costruire l’unità nazionale. Prima ancora che sulla carta, l’Italia esisteva nella mente e nella lingua degli italiani. Poi, tra strategie, fallimenti e slanci ideali, “l’Italia si è fatta”. E come ricordava Massimo d’Azeglio: «Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani».
Da questa riflessione nasce uno spettacolo originale e coinvolgente che racconta l’avvincente storia dell’unificazione italiana intrecciandola con un altro momento epico e collettivo: la finale dei Mondiali di calcio del 1982, vinta dall’Italia contro la Germania Ovest a Madrid, un evento rimasto indelebile nella memoria nazionale.
Perché, in fondo, gli italiani si “fanno” anche lì: nelle finali dei Mondiali, durante la settimana del Festival di Sanremo, nei momenti difficili segnati da crisi e paure, quando davanti a uno schermo o a una radio ci si scopre uniti, fratelli, parte di una stessa storia. È in quei frammenti condivisi che il sentimento nazionale si accende, tra un “Goal!” gridato all’unisono e un brindisi improvvisato.
Lo spettacolo coniuga teatro di narrazione, teatro musicale e teatro d’attore. In scena tre attori-musicisti accompagnano il pubblico in questo viaggio sulle note swing di una piccola orchestrina composta da fisarmonica, contrabbasso e mandolino. Il racconto si arricchisce di suggestioni musicali che spaziano dal repertorio italiano leggero al rock, dal folk al classico fino all’opera, creando un tessuto sonoro dinamico ed evocativo.
Ne emerge il ritratto corale di un gruppo di uomini e donne che, in tempi diversi e su campi differenti – politici, culturali, sportivi – hanno “giocato” per fare l’Italia. Una storia appassionante, ironica e commovente, capace di parlare al presente e di interrogare il pubblico su cosa significhi, oggi, sentirsi parte di una comunità.
Uno spettacolo che unisce memoria storica e cultura popolare, ideali risorgimentali e tifo da stadio per raccontare – con leggerezza e profondità – come nasce e si rinnova il senso di appartenenza a un Paese.


