“[…] Quintetto potrebbe essere lo spettacolo più divertente che abbia visto in tutto l’anno. E’ l’esecuzione
che fa la differenza, in Quintetto. […] L’incertezza che queste performance generano rispetto a ciò che
stiamo guardando – quello stato dell’arte che è capace di toglierci il tappeto da sotto i piedi, di cambiare
forma – permette di stimolare e intensificare il tipo di risata che nasce quando qualcosa di divertente ti
arriva completamente fuori contesto. Questa è la risata di cui ho avuto esperienza quando la
performance di Chenevier mi ha ricordato in modo glorioso che ci sono persone competentemente
divertenti che operano in tutti gli ambiti delle arti performative.”Brian Logan – The Guardian
E se il pubblico, di colpo, non fosse più un pubblico? Come lavora il teatro in tempo di crisi? Si può fare un quintetto senza essere in cinque? E dividendosi in cinque?
“Quintetto” è il primo spettacolo a inaugurare la linea di ricerca artistica del duo Chenevier-Pinto, un percorso che indaga la postura dei cittadini nell’esperienza artistica, utilizzando l’ironia per esplorare e analizzare i rapporti di potere inscritti nelle convenzioni estetiche. Questo approccio ha segnato l’avvio di una ricerca che prosegue anche nelle creazioni successive.
Il lavoro utilizza gesto, danza e corpo come strumenti privilegiati per costruire un contatto empatico con la comunità che partecipa all’esperienza artistica. La leggerezza e la riflessione sul carattere tragico e insieme comico della quotidiana sopravvivenza dell’arte attraverso il teatro diventano il nucleo poetico di uno spettacolo singolare, fondato sull’inversione dei ruoli, sulla possibilità di ridere del dramma e sulla capacità di restituire una reazione insieme commovente e resistente alle condizioni avverse.
Anche senza essere in cinque, questo rimane un “quintetto”: un lavoro che contiene al proprio interno il numero 5. Nella simbologia esoterica, il 5 rappresenta la vita universale, l’individualità umana, la volontà, l’intelligenza, l’ispirazione e il genio. È anche segno di evoluzione verticale, movimento ascendente e progressivo. Numero dell’uomo, punto intermedio tra terra e cielo, sintetizza i cinque sensi, le dita della mano, la base del sistema decimale, il pentacolo e la stella a cinque punte.
Una figura simbolica che attraversa culture e tempi, ma oggi, almeno apparentemente, non siamo in cinque. E oggi, si dice, è il tempo della crisi.
