“Porca miseria” racconta la vita di un attore in pensione alle prese con la paura della povertà, intima e collettiva. Tra confessione e finzione, realtà e proiezione, il protagonista si confronta con Ulisse, figura ambigua e silenziosa, simbolo della precarietà e dell’esclusione sociale, mettendo in scena il disagio di chi teme di perdere tutto: lavoro, ruolo, identità.
Il monologo, frutto di una ricerca condivisa tra Gianni Bissaca e Valentina Diana, esplora la povertà come presenza concreta nelle strade, nei margini delle città e nelle coscienze, intrecciando ironia e poesia. Uno spettacolo civile e poetico sul valore della dignità, sulla fragilità dell’esistenza e sulla possibilità di riconoscersi nell’altro.
