Premio di produzione per il miglior spettacolo presentato da una compagnia under 35, assegnato dal FringeMI network. Premio della critica della rivista Stratagemmi.
Muoiono tutti è uno spettacolo su due persone che, a un certo punto della loro vita, hanno spiccato un salto, sono cadute mentre erano ancora a mezz’aria, si sono rese conto di aver perso un’occasione e hanno provato a rialzarsi, solo per cadere ancora.
Due persone. Cosimo e Margherita. Un testo. Romeo e Giulietta.
Tutta la vita per provare a metterlo in scena. Ma è davvero possibile?
Di che cosa parla per loro Romeo e Giulietta? Perché si ostinano a metterlo in scena? Vogliono farlo davvero?
Romeo e Giulietta parla ancora di noi, oggi? I modelli di amore, di odio e di morte che racconta l’opera di Shakespeare sono ancora validi nella nostra contemporaneità?
Oppure Romeo e Giulietta parla ancora di noi ma in modo completamente inedito e imprevedibile?
Un confronto impari: da una parte Cosimo e Margherita, che non riescono a portare a compimento le proprie scelte e a essere abbastanza performativi nella vita di tutti i giorni.
Dall’altra Romeo e Giulietta, che vanno fino in fondo all’amore che provano l’uno per l’altra, tanto da lasciarci la pelle. Eppure sono il simbolo dell’amore perfetto.
Maledetti stronzi.
Quanto è importante riuscire ad andare fino in fondo nelle cose?
In quanti ci sono davvero riusciti?
Quante chitarre sono state riposte in cantina dopo qualche tentativo di suonarle?
Quante “ultime sigarette” abbiamo fumato?
Quanti libri abbiamo comprato senza mai leggerli?
Quante sveglie abbiamo rimandate?
Quanti programmi elettorali non abbiamo approfondito prima di andare a votare?
Quante volte non abbiamo detto o fatto quello che avremmo dovuto?
Quanti sono i messaggi che non abbiamo mai inviato per paura della risposta che sarebbe seguita?
Quante sono le città in cui avremmo potuto vivere inseguendo i nostri sogni?
A quante feste non abbiamo ballato?
Quante relazioni non sono mai nate?
Quante sono finite troppo presto, quante troppo tardi?
Quante volte ci siamo innamorati dell’idea di fare qualcosa invece che farla davvero?
