Cassandra è prigioniera e deportata come schiava, in attesa della morte. Nelle sue ultime ore ripercorre il tramonto e la caduta di Troia, rievocando una storia che parla al presente con inquietante lucidità. Veggente condannata a non essere creduta, ha previsto la rovina in anticipo, ma le sue parole sono state ignorate da tutti, persino dall’amato padre, il re Priamo. Una condanna che attraversa i secoli: sapere e comprendere senza poter cambiare il corso degli eventi. In un’epoca che si definisce “evoluta”, continuiamo a praticare la guerra mascherandone l’orrore con espressioni rassicuranti come “bombe intelligenti” o “guerra santa”. Lo spettacolo è una suite di musica, movimento e parola che restituisce voce all’inascoltata Cassandra, trasformandola in simbolo delle verità negate e degli avvertimenti ignorati. Un lavoro che interroga il mito per parlare dell’oggi e della responsabilità collettiva di fronte alla violenza e al silenzio.
